Costruita sul sito di una precedente moschea di epoca ottomana, fu iniziata nel 1931, durante il regno di re Zog, e completata nel 1938 con il sostegno della comunità musulmana e dei mercanti della città. Il progetto fu redatto da architetti italiani, che combinarono elementi di architettura islamica con colonne e motivi ispirati alla tradizione locale di Durazzo. Quando il regime comunista vietò la religione nel 1967, la moschea fu chiusa, la cupola e il minareto furono demoliti e l'edificio divenne un centro culturale noto come Palazzo della Gioventù.
Dopo la caduta del comunismo la moschea ha riaperto nel 1993 ed è stata restaurata, ritrovando la sua cupola centrale e il minareto pur mantenendo l'architettura originale. I visitatori possono ammirare la facciata a colonne, una fusione caratteristica di design degli anni Trenta e tradizione islamica, e all'interno l'ampia sala di preghiera. Come in ogni moschea attiva, visitala al di fuori degli orari di preghiera, vestiti in modo sobrio e togliti le scarpe.
È una sosta facile durante una passeggiata nel centro di Durazzo.








