Il bazar risale al XV secolo, quando Isa-beg Isaković fondò la città ottomana, e divenne uno dei centri commerciali più attivi dei Balcani. Gazi Husrev-beg, il grande benefattore di Sarajevo del XVI secolo, lo dotò della Moschea di Gazi Husrev-beg, di un mercato coperto e di un hammam, e la Vecchia Chiesa Ortodossa e la Vecchia Sinagoga si trovano a pochi minuti a piedi, a ricordare le molte fedi della città.
Al centro della piazza principale sorge la fontana Sebilj, un chiosco in legno in stile ottomano ricostruito nel 1891 dopo che l’originale del XVIII secolo era andato a fuoco; secondo la leggenda locale, chi beve da questa fontana tornerà a Sarajevo. Tutt’intorno, stretti vicoli sono fiancheggiati da basse botteghe di legno, e nella via dei ramai gli artigiani martellano ancora a mano vassoi, servizi da caffè e lanterne. Puoi curiosare tra le botteghe, sorseggiare un caffè bosniaco e fermarti a mangiare i ćevapi in una delle tradizionali griglierie.
La Baščaršija si esplora facilmente a piedi ed è animata dal mattino fino a tarda sera, il che ne fa il punto di partenza naturale per qualsiasi visita a Sarajevo.








