Il monastero fu probabilmente fondato nel VI secolo, durante il regno dell’imperatore bizantino Giustiniano, e fu dedicato ai Quaranta Martiri di Sebaste, primi cristiani morti per la loro fede. La sua basilica era la più grande del suo genere nella regione, con cripte e cappelle sotterranee. Nel Medioevo il nome Agioi Saranta, “Quaranta Santi”, passò alla vicina città costiera di Onchesmos, che divenne infine Saranda.
Il sito ha subito ripetute distruzioni nel corso dei secoli. Fu gravemente danneggiato durante la Seconda guerra mondiale, demolito durante il periodo comunista e poi utilizzato come base militare fino al 1997. Da allora gli archeologi hanno rimosso gran parte delle macerie, riportando alla luce le cripte, dove si conservano tracce di antiche pitture murali, e sono seguiti lavori di conservazione.
I visitatori vengono per l’atmosfera e i panorami: dalla cima della collina lo sguardo spazia su Saranda, sulla baia e oltre il mare fino a Corfù. È una breve escursione appagante dalla città, soprattutto verso il tramonto.








